Stati Uniti, terra di grandi opportunità di business per le aziende italiane, le quali spesso e necessariamente si devono approcciare ad un mercato così vasto ed importante per tramite di contratti di agenzia con operatori commerciali locali.

Cosa sapere quindi sul contratto agenzia sugli Usa?

Negli Stati Uniti la regolamentazione del contratto di agenzia commerciale è sostanzialmente demandata all’autonomia di ogni Stato Confederato con regole che impongono in alcuni casi, ad esempio, la forma scritta del contratto di agenzia (vedi Stato di new York) ovvero l’obbligo di riconoscimento del trattamento di fine rapporto all’agente (Stato del Minnesota, ma torneremo sul punto).

Negli Usa l’agente è a tutti gli effetti un imprenditore autonomo che funge da intermediario tra venditore ed acquirente, il quale deve essere retribuito a provvigione sui “deals” conclusi ovvero a forfait periodicamente.

La giurisprudenza americana ha individuato alcune condizioni che permettono di individuare se siamo in presenza di un contratto di agenzia, come ad esempio:

–          l’esistenza di un rapporto coontinuativo tra agente e preponente;

–          la possibilità da parte dell’agente di concludere contratti in nome e per conto del preponente;

–          la netta distinzione tra l’attività del preponente e quella dell’agente, in modo da non determinarsi un rapport di lavoro dipendente “camuffato”;

E’ assolutamente indispensabile per l’imprenditore italiano che tutti i doveri e le azioni che l’agente possa effettuare in nome e per conto dell’azienda debbano essere oculatamente dettagliati nel contratto , in quanto, al contrario di quanto si fa nei contratti stipulati in Italia, non ci può essere rimando alcuno alla legge in caso di lacune nel contratto, essendo gli Stati Uniti paese di Common law ed essendo stabilito di prassi che la legge applicabile nei contratti di agenzia sia proprio quella americana.

Troverete infatti molto difficilmente un agente statunitense che rinuncerà all’applicazione della legge federale e statale americana.

Dovranno pertanto essere inserite clausole che regolano a chi spetti il pagamento delle spese di viaggio sostenute dall’Agente, quali benefici siano attribuiti allo stesso, l’obbligo o meno da parte dell’agente di rispettare un determinato orario di lavoro, etc.

Con riferimento all’indennità di cessazione del rapporto contrattuale la sua obbligatorietà non è prevista in nessuna legge degli stati confederati, ad eccezione come già anticipato, del Minnesota. E’ chiaro che, stante la piena autonomia contrattuale delle parti, potrà essere inserita una clausola ad hoc che determina tale indennità.

In relazione alla scelta del foro competente, in caso di controversie con l’agente, occorre fare alcune riflessioni. La prima è che in caso di mancata regolamentazione contrattuale sul punto, il foro competente sarà quello di residenza dell’agente o del territorio nel quale opera, pertanto sarà indispensabile inserire clausola ad hoc nel contratto che tuteli l’azienda italiana. Se sconsigliato da una parte per gli alti costi da sostenere la previsione di una clausola che preveda l’arbitrato, per inverso sarà molto più facile far eseguire il lodo arbitrale sia in Italia che negli States secondo quanto previsto dalla Convenzione sul Riconoscimento e sulla Esecuzione delle Sentenze arbitrali straniere stipulata a New York il 10 giugno 1958.