Sì, dice la Cassazione, è violazione del codice della strada e, in caso di incidente, motivo di responsabilità nella causazione dello stesso.
A stabilire la regola è il codice della strada, ma nei fatti la norma stessa è desuata. Ciò non toglie però che la regola sia ancora e sempre applicabile.
A ricordarlo è la Corte di Cassazione Terza sezione civile in una recente sentenza pubblicata il 14 novembre.
Questo il caso.
Un tizio cita un’altro Tizio avanti al Tribunale di primo grado per sentirlo dichiarare esclusivamente responsabile del sinistro. Sostiene infatti che il conducente della vettura, mentre percorreva una via, aveva improvvisamente e repentinamente tentato di effettuare un’inversione di marcia non consentita, mettendosi in tal modo di traverso rispetto alla direzione dello scooter dal medesimo condotto, proviocandone così la caduta.
Il conducente della vettura si costituisce in giudizio, eccependo che la colpa dell’incidente fosse esclusivamente del Tizio conducente dello scooter per aver effettuato una azzardata manovra di sorpasso senza rispettare l’obbligo di marcia sulla destra della carreggiata imposto dal codice della strada.
Il Tribunale dichiarava esservi concorso di colpa dei due conducenti nella determinazione del sinistro.
Le parti si battagliano ancora in appello ed infine la vicenda approda sui tavoli della Suprema Corte.
Che, disaminata la questione, sottolinea l’”altrettanto incontestabile violazione dell’art. 143 del codice della strada” da parte del conducente dello scooter, “attesa la collocazione dello scooter sul lato sinistro della corsia di pertinenza ed in fase di superamento di auto incolonnate – argomento che si associa alla condivisibile notazione critica circa la prospettazione di una sorta di desuetudine nel rispetto di quella regola normativa in contesti urbani ad alta densità”. La Cassazione rileva invero “la reciproca violazione, da parte di entrambi i soggetti coinvolti nell’incidente, delle norme sulla circolazione stradale, oltre a quelle di normale prudenza in relazione alle circostanze del caso”, che “costituisce ragione sufficiente e convincente della pari attribuzione di corresponsabilità” nella causazione del sinistro.
MONICA BOMBELLI – IUS40