Domanda interessante che ha trovato parziali risposte, al momento forse non ancora definitive, per un noto portale di recensioni di strutture ristorative e alberghiere, Tripadvisor. Risposte che per la loro portata possono però estendersi ad altri portali di recensioni.
A fronte di commenti giudicati diffamatori nel loro contenuto, l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, più nota come Antitrust, il 19 dicembre 2014, accerta la scorrettezza della pratica commerciale realizzata da settembre 2011 sino al 2014 da parte di Tripadvisor LLC e Tripadvisor Italy srl, ritiene vietata la diffusione di informazioni ingannevoli sulle fonti delle recensioni e condanna i due gestori della banca dati telematica al pagamento di una sanzione pecuniaria.
Le recensioni negative infatti veniva ritenute vietate e in violazione degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del consumo.
I due gestori dei portali però impugnano il provvedimento dell’Antitrust avanti al Tar del Lazio.
Il Tribunale amministrativo, nella sentenza n. 9355 del 2015, ribalta tutto. Non è possibile per Tripadvisor controllare milioni di recensioni.
Scrivono infatti i magistrati che “non essendo possibile verificare i fatti riconducibili a milioni di recensioni” “non si comprende quale nocumento per il consumatore, ai sensi degli artt. 20-22 del codice del consumo, abbia rilevato l’Autorità nelle sue valutazioni conclusive”.
Però tale decisione è stata impugnata avanti al Consiglio di Stato che, al momento, non si è ancora espresso.
Analogo problema si è già posto in relazione a Facebook.
E’ responsabile il popolarissimo social network dei contenuti ivi postati?
Interessante una pronuncia del Tribunale di Napoli Nord del 3 novembre 2016, che ne esclude la responsabilità, tranne nel caso in cui lì’hosting provider, vale a dire FB, “sia effettivamente venuto a conoscenza del fatto che l’informazione è illecita (…) e no si sia attivato per impedire l’ulteriore diffusione della stessa”. Nello stesso senso di segnala una sentenza del Tribunale di Belluno dell’11 gennaio 2016.
Sempre con riferimento a Tripadvisor, per il caso di un gestore di u albergo che lamentava una recensione negativa, il Tribunale di Grosseto, nella sentenza n. 46 del 2016, rilevava che il gestore del portale non potesse affatto controllare le recensioni di milioni di utenti e inoltre che, in assenza di una pronuncia giudiziaria che imponesse la cancellazione, non vi fosse nessun obbligo di provvedere.
Interessante anche il rilievo che la giurisprudenza (ad esempio, la corte d’appello di Trento nella sentenza 24 giugno del 2016, chiamata ad esprimersi sulla responsabilità di un amministratore o moderatore di un sito internet a ha escluso la responsabilità “qualora non si provato che il medesimo abbia consapevolmente esaminato il messaggio anonimo e ne abbia volutamente consentito la pubblicazione”.
Avv. Monica Bombelli