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Ecco, in pillole, le principali novità:

Rito sommario in primo grado e giudice unico in appello

Innanzi al giudice unico, diventerà obbligatorio il nuovo “rito semplificato di cognizione di primo grado”. Un rito che segue, in sostanza, le regole dell’attuale procedimento sommario e che dovrà applicarsi a tutte le cause in cui il tribunale giudica in composizione monocratica, salvo che a quelle in materia di lavoro. Il giudice, inoltre, pur avendo maggiori facoltà di fissare termini perentori, non potrà mai disporre il passaggio al rito ordinario, il quale rimarrà riservato solo al collegio.

Quanto all’appello, il testo prevede che le cause che presentano ridotta complessità giuridica e limitata rilevanza economico-sociale della causa siano affidate in appello alla competenza del giudice unico. Quelle riservate a trattazione del collegio, saranno affidate al consigliere relatore.

Più poteri alla conciliazione del giudice

Il ddl mira a valorizzare l’istituto della proposta di conciliazione del giudice di cui agli artt. 185 e 185-bis c.p.c. sancendo che, laddove le parti non compaiano personalmente ovvero rifiutino la proposta senza un giustificato motivo, il loro comportamento sarà valutabile dal magistrato sia ai fini della decisione del giudizio che della responsabilità aggravata ex art. 96, terzo comma, c.p.c.

Il tribunale della famiglia e l’addio al tribunale per i minori

Grande novità del ddl è quella di istituire un vero e proprio tribunale della famiglia (composto da sezioni specializzate presso i tribunali ordinari e le corti d’appello) e contestualmente sopprimere l’attuale tribunale per i minori. Saranno le diverse sezioni, infatti, ad assorbire in via esclusiva le competenze ad esso spettanti e si assisterà inoltre ad un generale riordino delle competenze (e del personale) oggi frammentate tra le diverse autorità, e dei riti dei procedimenti attribuiti.

Giro di vite sulle liti temerarie

Oltre agli strumenti già previsti dalla responsabilità aggravata di cui al codice di rito, il ddl prevede un’ulteriore stretta per chi si rende responsabile di liti temerarie, che potrà essere condannato a pagare in favore della controparte una somma tra il doppio e il quintuplo delle spese legali liquidate. Ma non solo, chi agisce o resiste in giudizio in malafede potrà essere condannato anche al pagamento di una multa (tra il doppio e il quintuplo del contributo unificato dovuto) da versare alla cassa delle ammende.

Incentivi ai tribunali più virtuosi

Al fine di accelerare lo smaltimento dell’arretrato civile più “vecchio”, vengono stabiliti inoltre degli incentivi per i tribunali più virtuosi. Ad essere premiati maggiormente saranno gli uffici che smaltiscono i procedimenti ultradecennali (40%), a seguire quelli che riescono a mantenere le pendenze ultratriennali di primo grado e ultrabiennali in secondo grado al di sotto del 20% (35%), e, infine, con il 25% gli uffici che riescono a ridurre di almeno il 10% le pendenze nell’anno solare in corso.

Aste online e con tetto

Il ddl interviene anche in materia di esecuzioni, fissando un tetto massimo per gli esperimenti di vendita immobiliare e sancendo che tutte le operazioni debbano essere effettuate in modalità telematica.

Nello specifico, dopo tre tentativi di vendita, più un quarto a prezzo libero, ove non ci siano offerte il giudice dovrà dichiarare la chiusura anticipata del processo esecutivo, “anche se non ricorrono i presupposti di cui all’articolo 164-bis delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile“.

Negoziazione assistita in materia di lavoro

La riforma sancisce l’addio al rito Fornero in materia di lavoro e introduce la possibilità di ricorrere alla negoziazione assistita (di cui al d.l. n. 132/2014) anche per le controversie lavorative (ex art. 409 c.p.c.), che sarà affidata ad avvocati specialisti.

Testo unico per il PCT

La principale novità in materia di processo civile telematico è l’introduzione di un testo unico che raccolga in un unico contesto tutte le disposizioni legislative e regolamentari ad oggi emanate, oltre ad un adeguamento delle norme processuali all’interno del codice di procedura civile. Tra le altre novità, inoltre, si segnalano: l’individuazione delle modalità di deposito telematico degli atti processuali e dei documenti; la previsione di uno schema informatico per la predisposizione degli atti processuali; il divieto di sanzioni processuali sulla validità degli atti in caso di mancato rispetto delle specifiche tecniche, quando questi abbiano comunque raggiunto lo scopo e, in via generale, l’introduzione, del principio di sinteticità degli atti di parte e del giudice con conseguenze, anche processuali, in caso di inosservanza.