A sancirlo è la Corte di Cassazione, Sesta sezione civile, n. 4996, depositata il 21 febbraio 2019.
Questo il caso che ha dato origine alla sentenza.
Un tizio trasporta nel proprio bagaglio i rulli dell’opera cinematografica che avrebbe dovuto presentare ad un festival cinematografico internazionale. Il lavoro perduto ha un valore non patrimoniale elevato, secondo la prospettazione del tizio.
Il Tribunale, chiamato ad esprimersi sulla richiesta di risarcimento danni da parte del tizio e nei confronti della compagnia aerea, richiamando la disciplina contenuta nell’art. 22 della Convenzione di Monteral del 28 maggio 1999, ratificata con la legge 12 del 2004, riteneva provato il danno non patrimoniale o morale e condannava la compagnia area al pagamento della somma di euro 1067,40, in quanto il passeggero non aveva reso , al momento della consegna del bagaglio al vettore, la dichiarazione speciale di interesse alla consegna pagandone il relativo costo.
La decisione passava quindi sul tavolo della corte d’appello per pervenire, a seguito di ricorso del tizio, su quello della Suprema Corte di Cassazione.
La Corte osservava, nella motivazione della propria sentenza, che la Convenzione di Montreal del 28 maggio 1999, volta all’unificazione di alcune norme sul trasporto aereo internazionale in sostituzione della precedente Convenzione di Varsavia del 12 ottobre 1929, reca al Capitolo III la disciplina della responsabilità del vettore e dell’entità del risarcimento danni.
“A tal riguardo – motivavano i giudici – l’art. 17 distingue chiaramente e nettamente le ipotesi di ‘morte e e lesione dei passeggeri’ (comma 1) e dei ‘danni ai bagagli’ (comma 2), contemplando in quest’ultima iptesi una specifica e autonoma rispetto a quella del comma 1, responsabilità del vettore nei caso di distruzione, perdita o deterioramento dei bagagli stessi, alla quale si correla la disciplina dettata dal successivo art. 22, comma 2”. Ai sensi della convenzione, “ove il vettore aereo internazionale si renda responsabile della perdita del bagaglio del passeggero (art. 17 comma 1 della convenzione), la limitazione della responsabilità risarcitoria dello stesso vettore, fissata dall’art. 22, n. 2, della Convenzione nella misura di mille diritti speciali di prelievo per passeggero, opera in riferimento al danno di qualsiasi natura patito dal passeggero medesimo e, dunque, non solo nella sua componente meramente patrimoniale, ma anche in quella non patrimoniale”. Il Tribunale di primo grado aveva quindi applicato bene la norma, “con la conseguenza che per superare la limitazione della responsabilità del vettore sarebbe stata necessaria (al di là dei casi di inapplicabilità del citato comma 2 dell’art. 22 indicati dal successivo comma 5, non rilevanti però, nella presente controversia) la speciale dichiarazione di interesse alla consegna a destinazione effettuata dal passeggero, rimanendo del tutto indifferente la natura del danno subito”.
Il sistema di limitazione della responsabilità, secondo la Corte, rappresenta “un equilibrato contemperamento degli interessi delle compagnie aeree e dei diritti dei passeggeri (…): da un lato, vi è la predisposzione di un meccanismo che consenta di tutelare le compagnie aeree dai rischi che conseguirebbero dalla possibilità per i passeggeri di richiedere illimitati risarcimenti dei danni non patrimoniali conseguenti allo smarrimento dei bagagli; dall’altro, questi ultimi hanno la possibilità di tutelarsi da eventuali danni derivanti dallo smarrimento dei propri bagagli rilasciando l’apposita dichiarazione di interesse alla consegna”.
Avv. Monica Bombelli