due i decreti legislativi approvati dal CDM il 2/10/17, in attuazione della delega contenuta nella l.23 16/2017 n. 103 recanti “modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario”

Con il primo viene attuato il principio di riserva di codice nella materia penale, al fine di una migliore conoscenza dei precetti e delle sanzioni e, conseguentemente, della effettività della funzione rieducativa della pena, da attuare mediante l’inserimento all’interno del codice di tute le fattispecie criminose previste da disposizioni di legge già in vigore, che abbiano a diretto oggetto di tutela beni di rilievo costituzionali.

In particolare sono trasferite nel codice penale:

  • Il delitto di sequestro di persona a scopo di coazione;
  • Le norme sanzionatorie stabilite per la violazione di misure previste nel codice civile a tutela delle donne e dei bambini vittime di violenza familiare;
  • Le norme sanzionatorie per il mancato pagamento dell’assegno di divorzio e delle somme stabilite in sede di separazione dei coniugi;
  • Il delitto in materia di doping;
  • Le disposizioni che puniscono l’interruzione di gravidanza non consensuale, dolosa, colposa e preterintenzionale;
  • Le disposizioni in materia di tratta delle persone contenute nel codice della navigazione, che prevedono un aggravamento di pena per il comandante e la sanzione penale per il componente dell’equipaggio della nave a tale scopo utilizzata;
  • Le norme speciali che combattono il traffico di organi umani;
  • La disciplina relativa alla discriminazione razziale etnica nazionale e religiosa;
  • Il delitto di traffico illecito di rifiuti;
  • Il delitto di indebito utilizzo di carte di credito o di pagamento o la loro falsificazione;
  • Il delitto di trasferimento fraudolento di valori (c.d. intestazione fittizia dei beni);
  • Le circostanze aggravanti dei delitti commessi avvalendosi delle modalità mafiose ovvero di delitti con finalità di terrorismo;
  • Le attenuanti collegate alla dissociazione;
  • L’aggravante del reato transnazionale che opera tutte le volte in cui un certo reato, punito con la pena superiore a 4 anni di reclusione, sia caratterizzato dal contributo offerto nella fase di organizzazione o nella sua esecuzione da un gruppo criminale operante in più Paesi;

Mediante tale intervento legislativo, quindi si intende limitare la proliferazione legislativa penale, rimettendo al centro del sistema penale i codice penale, con un maggiore attaccamento tra il bene giuridico e la sanzione penale prevista per la condotta che lo abbia pregiudicato.

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Con i secondo il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla modifica della disciplina in materia di giudizio d’impugnazione.

Il decreto, all’esame preliminare, limita i poteri di appello sia del Pubblico Ministero sia dell’imputato, allo scopo di semplificare e velocizzare i processi, al fine di garantire l’attuazione del principio di ragionevole durata del processo, mediante una deflazione del carico giudiziario e la semplificazione dei processi di appello e in cassazione.

Avv. Fabrizio Cardinali

Fabrizio