Una condomina, assente all’assemblea condominiale, impugnava la relativa delibera assembleare, chiedendone l’annullamento nella parte in cui essa assemblea pone come suo debito una somma di denaro e la include fra i condomini morosi. Essa condomina esponeva di non aver partecipato all’assemblea in cui, all’ordine del giorno, vi era “approvazione consuntivo ” e “nomina legale per il recupero somme nei confronti dei morosi”. E sosteneva inoltre, fra le altre ragioni, che non risultava allegato al consuntivo, poi approvato, alcuna documentazione che avrebbe dato origine al suo preteso debito e che essa condomina avrebbe chiesto all’amministratore di poter visionare detta documentazione, ma vanamete.
Il condominio non partecipava al giudizio, restando contumace.
Il Tribunale di Napoli osservava innanzitutto che è obbligo dell’amministratore dare annualmente il conto della gestione, ai sensi dell’art. 1130 ultimo comma del codice civile. Ricordava anche che, secondo la giurisprudenza, non è necessario che la contabilità condominiale sia tenuta con forme rigorose analoghe a quelle per il bilancio di una società, essendo sufficiente che la contabilità sia idonea a rendere intellegibili le voci di entrata e di uscita, con i modi di impiego dei fondi e la ripartizione delle spese. E’ necessario cioè che, scriveva il giudice in sentenza, “dal rendiconto risulti la specificità delle partite, perché solo in tal modo il destinatario del conto è posto in grado di indicare specificamente le partite che intende contestare” e che per far ciò “non basta un prospetto numerico di entrate/uscite, ma necessita pure una giustificazione dell’operato accompagnata dalla documentazione di supporto”. Aggiungeva il Tribunale che “la esposizione delle operazioni dev’essere quindi integrata dai ducumenti giustificativi”, precisando altresì che “la mancata disponibilità della documentazione, in sede di votazione del consuntivo, costituisce violazione formale del procedimento e rende invalida la deliberazione adottata” e però che “l’amministratore non ha l’obbligo di allegarla al rendiconto, essendo solo tenuto a metterla a disposizione del condomino che gliene faccia richiesta”.
In altri termini, spiegava il magistrato, devono essere comprensibili le voci di entrata e di uscita e “i condomini devono potere verificare la corrispondente documentazione, così da risultare attraverso i documenti giustificativi gli elementi di fatto che consentano di individuare e vagliare le modalità con cui l’incarico è stato dall’amministratore eseguito e di decidere se e come le spese fatte vadano approvate e ripartite”.
Nel caso di specie, la condomina sosteneva di non aver potuto comprendere come si fosse formato quel suo preteso debito e se davvero fosse obbligata a pagarlo in tutto o in parte. “L’amministratore – concludeva il Giudice – aveva il dovere di esporre e documentare la verità ed entità dei costi sostenuti e la verità ed entità del riparto eseguito in conformità alle indicazioni del regolamento di condominio”.
Per cui delibera assembleare annullata.
avv. Monica Bombelli – IUS40