Spesso, quando si verificano infiltrazioni, specie a seguito di giornate di pioggia ci si chiede chi sia il responsabile.
Possono esserlo il venditore che l’appaltatore ed anche il costruttore.
A ricordarlo una recente sentenza del Tribunale di Milano, settima sezione civile. Nel caso specifico si erano evidenziati errori progettuali e vizi esecutivi nella posa dei materiali.
Il giudice scrive nella motivazione della sentenza: “l’azione di responsabilità per rovina e difetti di cose immobili, prevista dall’art. 1669 c.c., può essere esercitata anche dall’acquirente nei confronti del venditore che risulti fornito della competenza tecnica per dare direttamente, o tramite proprio direttore dei lavori, indicazioni specifica all’appaltatore esecutore dell’opera”.
Quindi il venditore risponde dei danni e l’unico modo che ha per liberarsi è dimostrare “di non aver avuto alcun potere di direttiva o di controllo sull’impresa appaltatrice, così da superare la presunzione di addebitabilità dell’evento dannoso ad una propria condotta colposa”.
In caso si errori progettuali, l’appaltatore invece non può essere ritenuto responsabile solo quando,rilevata l’erroneità delle istruzioni impartite, “le abbia tempestivamente denunciate al committente o al direttore lavori senza esito alcuno”.
Invero, ricorda il Tribunale di Milano, l’appaltatore è tenuto non solo ad eseguire a regola d’arte il progetto ma anche a controllare, con la diligenza richiesta dal caso concreto e nei limiti delle cognizioni tecniche da lui esigibili, la congruità e la completezza del progetto stesso e della direzione lavori, segnalando al committente gli errori riscontrati, quando l’errore progettuale consiste nella mancata previsione di accorgimenti e componenti necessari per rendere il prodotto tecnicamente valido e idoneo a soddisfare le esigenze del committente. Può essere ritenuto esente da responsabilità solo laddove “abbia denunciato al committente o al direttore lavori l’erroneità del progetto ovvero nell’esecuzione dei lavori,senza tuttavia alcun esito”.
Avv. Monica Bombelli