Il decreto 21 del 108 ha infatti introdotto l’art. 570 bis c.p., il quale dispone che le pene previste dall’articolo 570 del codice penale si applicano al coniuge che si sottrae all’obbligo di corresponsione di ogni tipologia di assegno, in caso di scioglimento di matrimonio, cessazione degli effetti civili o nullità del matrimonio medesimo oppure violi gli obblighi di natura economica in materia di separazione dei coniugi e di affidamento dei figli.
E’ evidente l’intento del legislatore di conferire maggiore tutela agli assetti economici familiari prevedendo la detenzione fino ad un anno o la multa fino a 1032 euro anche per l’ex coniuge, ampliando in tal modo le condotte punibili già previste dall’art. 570, che, si ricorda, puniscono chi abbandona il domicilio domestico o comunque serbando una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla potestà dei genitori o alla qualità di coniuge, chi malversa o dilapida i beni del coniuge o figli inore e infine chi fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendendi minori oppure inabili al lavoro, agli ascendenti, o al coniuge che non sia legalmente separato per sua colpa.
Se quindi la finalità del legislatore di estendere la tutela è chiara, è stato osservato che nella nuova norma penale non si fa cenno alle unioni civili come anche alle coppie conviventi, che pertanto resterebbero impuniti.
Avv. Monica Bombelli