Ma cosa dice il testo normativo? Eccolo, nei suoi punti principali.
Relazione fra paziente e medico. La legge tutela il diritto alla vita, alla salute e all’autodeterminazione della persona, stabilendo che nessun trattamento sanitario possa essere effettuato in assenza di un consenso libero e informato della persona interessata, fatte salvo le eccezioni di legge. In tale prospettiva è fondamentale la relazione fra paziente e medico dove si coniugano da un lato l’autonomia decisionale del paziente e la competenza, l’autonomia professionale e la responsabilità del medico. In questa relazione, se il paziente lo desidera, sono coinvolti anche i familiari, la parte dell’unione civile e il convivente.
Consenso informato. Ogni persona ha diritto di essere informata in modo completo, aggiornato e a lei comprensibile riguardo alla diagnosi, alla prognosi, ai benefici e rischi dei trattamenti sanitari e alle conseguenze del rifiuto del trattamento. Il paziente può anche indicare i familiari o una persona di sua fiducia incaricata di ricevere ed esprimere il consenso in sua vece. Il consenso è necessario per qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario. Il consenso informato è documentato in forma scritta o attraverso videoregistrazioni o, se la persona è disabile, attraverso dispositivi che consentano di comunicare. E’ registrato nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico.
Rifiuto o rinuncia. Il paziente può rifiutare di ricevere le informazioni e può rifiutare qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario. Può revocare in qualsiasi momento il consenso prestato. Quando il paziente esprima rinuncia o rifiuto di trattamenti sanitari necessari per la sopravvivenza, il medico prospetta al paziente e, se il paziente acconsente, ai suoi familiari, le conseguenze di tale decisione e le possibili alternative e promuove ogni azione di sostegno al paziente, anche avvalendosi dei servizi di assistenza psicologica. Rifiuto o rinuncia sono inseriti nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico.
Trattamenti contrari alla legge. Il paziente non può esigere trattamenti sanitari contrari alla legge o alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico-assistenziali. Se lo fa comunque, il medico non ha obblighi nei suoi confronti.
Situazioni di emergenza. Il medico assicura le cure necessarie nel rispetto della volontà del paziente se le condizioni di quest’ultimo sono tali che lo stesso è in grado di manifestarla.
Terapia del dolore. Anche nel caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario, al paziente è sempre garantita la terapia del dolore, anche la sedazione palliativa profonda.
Minori e incapaci. Anch’essi hanno diritto a ricevere informazioni in modo consono alle sue capacità per essere messi nelle condizioni di esprimere la propria volontà. Il consenso informato dei minori e degli incapaci viene espresso o rifiutato dagli esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore o anche dall’amministratore di sostegno. In caso di rifiuto da parte di questi ultimi, in assenza di dat, se il medico ritiene la cure appropriate e necessarie, la decisione viene presa dal giudice tutelare.
Dat o disposizioni anticipate di trattamento. Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminazione, acquisite informazioni adeguate, può esprimere le proprie volontà sui trattamenti sanitari e indica un “fiduciario” che ne faccia le veci a la rappresenti nelle relazioni sul medico. Il medico è tenuto al rispetto delle DAt, che possono essere disattese, quando, in accordo con il fiduciario, qualora esse appaiano palesemente incongrue o non rispondenti alla condizione clinica attuale del paziente ovvero sussistano terapie non prevedibili all’atto delle DAt. In caso di conflitto fra fiduciario e medico, la decisione è rimessa al giudice tutelare. Le Dat sono redatte per atto pubblico o per scrittura privata autenticata consegnata personalmente all’ufficiale dello stato civile del Comune di residenza del disponente oppure presso le strutture sanitarie, se regolamentate dalle regioni. Nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non consentano tale forma, le Dat sono espresse con video registrazione o dispositivi che consentano alla persona disabile di comunicare. Se l’urgenza o l’emergenza impediscano di procedere alla revoca delle Dat, queste possono essere revocate con dichiarazione verbale raccolta o video registrata da un medico, con l’assistenza di due testimoni.
Pianificazione condivisa delle cure. In caso di patologia cronica e invalidante o caratterizzata da inarrestabile evoluzione con prognosi infausta, il medico e il paziente possono condividere una pianificazione delle cure, cui il medico si atterrà qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità. Paziente e eventuali familiari o parte dell’unione civile o convivente, se il paziente lo vuole, sono adeguatamente informati e esprimono il loro consento, compresa l’eventuale indicazione di un fiduciario.
Monica Bombelli – IUS 40