A stabilirlo una recente sentenza della Prima sezione civile della Cassazione, depositata il 24 maggio 2018.
Questo il caso.
Il Tribunale di primo grado ascolta il minore, che manifesta il proprio disagio a partecipare ad incontri e manifestazioni religiose a cui prende parte il padre.
Viene nominato anche un perito d’ufficio dal Giudice, il quale sostiene che l’equilibrata crescita emotiva della figlia fosse pregiudicata dalle modalità attraverso cui il padre intendeva portarla a conoscenza del proprio credo e sollecitarlo a seguirla, nel contempo inibendole di partecipare alle manifestazioni di religione cattolica, nella quale la ragazzina era stata educata e che condivideva con le sue amiche.
Il padre ricorre in appello contro tale decisione.
La Corte d’appello, in sede di decisione dell’impugnazione, respinge il ricorso.
Le parti giungono in Cassazione.
La Suprema Corte, nella motivazione della propria sentenza, afferma che “il criterio fondamentale cui il giudice deve attenerso nel fissare le modalità dell’affidamento dei figli minori in caso di conflitto genitoriale è quello del superiore interesse della prole, stante il preminente diritto del minore ad una crescita sana ed equilibrata”.
E continua: “Il perseguimento di tale obiettivo può perciò comportare anche l’adozione di provvedimento contenitivi o restrittivi di libertà individuali dei genitori, ove la loro esteriorizzazione determini conseguenze pregiudizievoli per il figlio che vi presenzi, compromettendone la salute psicofisica e lo sviluppo”.
Il provvedimento emesso dal Giudice di merito era però stato assunto in adesione a tali principi. Dopo aver precisato infatti che il divieto di coinvolgere la figlia minore nella propria scelta religiosa doveva essere inteso nel senso di mero divieto per il genitore di condurre la figlia nelle manifestazioni religiose, la Cassazione ha ritenuto che la decisione del Giudice fosse in tali termini pienamente condivisibile in quanto ha accertato, sulla scorta dell’espletata perizia, che il coinvolgimento nella pratica di tale religiose fosse pregiudizievole per la minore.
Quindi ricorso respinto.
Avv. Monica Bombelli